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Nematocidi

Molte specie di nematodi vivono libere nel terreno umido o nell'acqua, come quelle dei generi Heterodera, Globodera e Meloidogyne, che sono le più nocive all'agricoltura perché in grado di danneggiare seriamente le radici delle piante. I nematodi fitoparassiti hanno corpo incolore, anguilliforme, non segmentato, con cuticola costituita in prevalenza da collagene e dimensioni massime di 2-3 mm (raramente superiori a 5 mm). I danni variano con l’intensità degli attacchi e con lo stadio vegetativo; le piante molto giovani, in caso di attacchi precoci, possono anche morire. Le lesioni sulle radici favoriscono, inoltre, l’insediamento di funghi e batteri agenti di marciumi radicali (Phytophthora spp., Fusarium spp., Verticillium spp.)


Il controllo di questi Nematodi deve essere in via preventiva per mezzo di prodotti chimici di sintesi o naturali. Per i primi le nuove norme Europee atte alla salvaguardia dell’ambiente hanno limitato drasticamente l’utilizzo al suolo di molte molecole nematocide di origine chimica come per esempio il a favore di soluzioni meno impattanti ed eco-sotenibili e che tengono in conto i rischi per la salute dei consumatori, per la fauna selvatica ed in generale per gli importanti equilibri biologici. Di recente alcune soluzioni biologiche e microbiologiche a questo serio problema che stanno riscuotendo notevole interesse sono:

  • sostanze naturali quali: estratto di aglio, prodotti a base di Neem, tannini, Quillaja Saponaria, ecc.
  •  l’uso di piante bio-fumiganti quali: Rafano, Senape, 
  • l’impiego di microrganismi antagonisti o fitofagi quali: Bacillus firmus, Paecilomyces Lilacinus, Pochonia Chlamydosporia