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Chitosano

Chitosano in soluzione


Elicitore dei meccanismi di autodifesa delle colture.


Produttore SKL
Formulazione Liquido
Registrazione n°

Descrizione

Dal punto di vista chimico, con il termine Chitosano si indicano vari polimeri (in effetti sarebbe più corretto parlare di Chitosani) con peso molecolare variabile da 50 a 200 Kda, diversa viscosità e diverso grado di deacetilazione. La formula chimica che identifica tali sostanze è (C6H11O4N)n.


Il Chitosano si ricava trattando la Chitina, generalmente ottenuta dall'esoscheletro di crostacei (granchi, gamberi, ecc.) con soluzione acquosa basica.  Si trova in abbondanza anche nello scheletro esterno degli Artropodi e nella parete cellulare di alcuni funghi (patogeni).


Sia la Chitina che il Chitosano possiedono alcune interessanti caratteristiche fra le quali ricordiamo la biodegradabilità, la biocompatibilità, la bioadesività e l’atossicità. 

Queste e altre peculiarità hanno fatto sì che venissero compiute ricerche con lo scopo di studiare eventuali applicazioni di tali sostanze sia in agricoltura, come integratore nelle diete e anche in medicina dove viene adoperato per le sue proprietà emostatiche.


Il Chitosano è un prodotto alternativo usato in agricoltura senza controindicazioni per le piante, è consigliato il suo impiego dalla primavera all'autunno durante il periodo di maggior sviluppo vegetativo di fruttiferi, orticole, colture industriali, fiori, ecc... e, grazie alla sua composizione, stimola le difese naturali delle piante, migliorandone notevolmente la resistenza sia ai funghi che ai batteri, inoltre è stato dimostrato un aumento produttivo consistente, oltre ad una significativa diminuzione dei trattamenti chimici.  E' anche un antibatterico naturale in grado di produrre pienamente l'effetto desiderato.


Distribuito sulle foglie oppure per via radicale, ogni 3 – 4 settimane,  la pianta è indotta a riconoscere questa sostanza come un pericolo e andrà a produrre strutture di sbarramento. La pianta innescherà meccanismi di difesa attivati dal Chitosano ma che saranno utili per difendere l’organismo vegetale dai reali agenti patogeni in grado di attaccare la pianta.

Il Chitosano, quindi, non ha alcuna azione diretta sugli agenti patogeni (virus, funghi, batteri, parassiti vari…) ma stimola la pianta ad attivare prontamente delle forme di difesa contro le più svariate infezioni.

Questa sostanza può essere usata quindi per migliorare la salute delle piante riducendone la suscettibilità alle malattie ed integrare e migliorarne la crescita in modo naturale. 


E' usato anche come stimolante sia per le piante che per facilitare la geminazione dei semi, infatti applicato sui semi, il Chitosano stimola la crescita di germogli sani e forti, precocemente in grado di proteggersi dall’aggressione di parassiti.


Il Chitosano è usato come integratore non solo per le piante ma anche nell'alimentazione umana, in particolare  è usato come integratore nelle diete ipocaloriche per la riduzione del peso corporeo. 

Questo uso si basa sulla capacità che avrebbe il Chitosano di  legare a sé i grassi impedendone così l’accumulo nel tessuto adiposo umano.



 



Chitosano

Chitosano in soluzione


Elicitore dei meccanismi di autodifesa delle colture.


Foto di Chitosano

Descrizione


Dal punto di vista chimico, con il termine Chitosano si indicano vari polimeri (in effetti sarebbe più corretto parlare di Chitosani) con peso molecolare variabile da 50 a 200 Kda, diversa viscosità e diverso grado di deacetilazione. La formula chimica che identifica tali sostanze è (C6H11O4N)n.


Il Chitosano si ricava trattando la Chitina, generalmente ottenuta dall'esoscheletro di crostacei (granchi, gamberi, ecc.) con soluzione acquosa basica.  Si trova in abbondanza anche nello scheletro esterno degli Artropodi e nella parete cellulare di alcuni funghi (patogeni).


Sia la Chitina che il Chitosano possiedono alcune interessanti caratteristiche fra le quali ricordiamo la biodegradabilità, la biocompatibilità, la bioadesività e l’atossicità. 

Queste e altre peculiarità hanno fatto sì che venissero compiute ricerche con lo scopo di studiare eventuali applicazioni di tali sostanze sia in agricoltura, come integratore nelle diete e anche in medicina dove viene adoperato per le sue proprietà emostatiche.


Il Chitosano è un prodotto alternativo usato in agricoltura senza controindicazioni per le piante, è consigliato il suo impiego dalla primavera all'autunno durante il periodo di maggior sviluppo vegetativo di fruttiferi, orticole, colture industriali, fiori, ecc... e, grazie alla sua composizione, stimola le difese naturali delle piante, migliorandone notevolmente la resistenza sia ai funghi che ai batteri, inoltre è stato dimostrato un aumento produttivo consistente, oltre ad una significativa diminuzione dei trattamenti chimici.  E' anche un antibatterico naturale in grado di produrre pienamente l'effetto desiderato.


Distribuito sulle foglie oppure per via radicale, ogni 3 – 4 settimane,  la pianta è indotta a riconoscere questa sostanza come un pericolo e andrà a produrre strutture di sbarramento. La pianta innescherà meccanismi di difesa attivati dal Chitosano ma che saranno utili per difendere l’organismo vegetale dai reali agenti patogeni in grado di attaccare la pianta.

Il Chitosano, quindi, non ha alcuna azione diretta sugli agenti patogeni (virus, funghi, batteri, parassiti vari…) ma stimola la pianta ad attivare prontamente delle forme di difesa contro le più svariate infezioni.

Questa sostanza può essere usata quindi per migliorare la salute delle piante riducendone la suscettibilità alle malattie ed integrare e migliorarne la crescita in modo naturale. 


E' usato anche come stimolante sia per le piante che per facilitare la geminazione dei semi, infatti applicato sui semi, il Chitosano stimola la crescita di germogli sani e forti, precocemente in grado di proteggersi dall’aggressione di parassiti.


Il Chitosano è usato come integratore non solo per le piante ma anche nell'alimentazione umana, in particolare  è usato come integratore nelle diete ipocaloriche per la riduzione del peso corporeo. 

Questo uso si basa sulla capacità che avrebbe il Chitosano di  legare a sé i grassi impedendone così l’accumulo nel tessuto adiposo umano.



 




Composizione


Dosi d'impiego

Le dosi del Chitosano Cloroidrato consigliate in agricoltura sono comprese tra lo 05,-1% di prodotto commerciale per ettolitro di acqua, con un impiego di volume di acqua da impiegare per ettaro di superficie coltivata di circa 400 lt/ha.


La soluzione preparata si distribuisce sulle foglie oppure per via radicale. Bisognerà somministrarlo ogni 3 - 4 settimane. Così facendo la pianta è indotta a riconoscere questa sostanza come un pericolo e andrà a produrre strutture di sbarramento. La pianta innescherà meccanismi di difesa attivati dal Chitosano ma che saranno utili per difendere l’organismo vegetale dai reali agenti patogeni in grado di attaccare la pianta.


Soluzioni acquose in cui è stato diluito il Chitosano possono essere irrorate sulle piante anche nel periodo di raccolto in quanto  questo prodotto non presenta controindicazioni ne’ tempi di sicurezza.


Il Chitosano, quindi, non ha alcuna azione diretta sugli agenti patogeni (virus, funghi, batteri, parassiti vari…) ma stimola la pianta ad attivare prontamente delle forme di difesa contro le più svariate infezioni.


AVVERTENZE:

Il prodotto va utilizzato da solo. È preferibile evitare miscele con prodotti ma se necessario è comunque buona norma eseguire una piccola prova di miscibilità prima dell'uso.

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Composizione

Soluzione acquosa di chitosano

Dosi d'impiego

Le dosi del Chitosano Cloroidrato consigliate in agricoltura sono comprese tra lo 05,-1% di prodotto commerciale per ettolitro di acqua, con un impiego di volume di acqua da impiegare per ettaro di superficie coltivata di circa 400 lt/ha.


La soluzione preparata si distribuisce sulle foglie oppure per via radicale. Bisognerà somministrarlo ogni 3 - 4 settimane. Così facendo la pianta è indotta a riconoscere questa sostanza come un pericolo e andrà a produrre strutture di sbarramento. La pianta innescherà meccanismi di difesa attivati dal Chitosano ma che saranno utili per difendere l’organismo vegetale dai reali agenti patogeni in grado di attaccare la pianta.


Soluzioni acquose in cui è stato diluito il Chitosano possono essere irrorate sulle piante anche nel periodo di raccolto in quanto  questo prodotto non presenta controindicazioni ne’ tempi di sicurezza.


Il Chitosano, quindi, non ha alcuna azione diretta sugli agenti patogeni (virus, funghi, batteri, parassiti vari…) ma stimola la pianta ad attivare prontamente delle forme di difesa contro le più svariate infezioni.


AVVERTENZE:

Il prodotto va utilizzato da solo. È preferibile evitare miscele con prodotti ma se necessario è comunque buona norma eseguire una piccola prova di miscibilità prima dell'uso.

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