Ammesso in Agricoltura biologica
Amblyseius californicus

Amblyseius californicus

Acaro fitoseide, predatore di tetranichidi

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Amblyseius (Neoseiulus) californicus è un acaro fitoseide con regime dietetico di tipo generalista: le prede preferite sono gli acari tetranichidi (Tetranychus urticae, Panonychus ulmi, ecc.), ma si nutre anche di acari tarsonemidi (Steneotarsonemus pallidus, Polyphagotarsonemus latus), di acari tenuipalpidi (Brevipalpus spp.) e persino di piccoli insetti (tripidi). Inoltre è in grado di sopravvivere in assenza di preda, nutrendosi di polline.  


Descrizione della specie 


Gli stadi mobili hanno il corpo piriforme, di colore da trasparente bianco-arancio a giallo. I maschi sono più piccoli, di colorazione più scura e generalmente meno numerosi rispetto alle femmine. Le uova sono oblunghe, più grandi rispetto alle uova dei tetranichidi e hanno una colorazione da trasparente a bianco-perla. Esse vengono deposte sulla pagina inferiore delle foglie, spesso attaccate alla peluria lungo le nervature. 


Biologia e comportamento


Il ciclo di sviluppo di A. californicus si svolge attraverso gli stadi di uovo, larva esapoda, protoninfa, deutoninfa e adulto. La durata media di sviluppo uovo-adulto diminuisce con l’incremento della temperatura, da circa 22 giorni a 13°C a meno di 4 a 33°C. 


Settore d'impiego


Colture ortive principalmente in serra ma anche in pieno campo: cetriolo, cocomero, fragola (sia in serra che in pieno campo), melanzana, melone, peperone.

Amblyseius californicus controlla:

  • acari tetranichidi
  • acari tarsonemidi
  • acari tenuipalpidi
  • tripidi

Il tasso di ovideposizione di A. californicus è tra i più alti noti ed è comparabile a quelli riportati per Phytoseiulus persimilis. A 29°C si riscontrano i massimi valori di ovideposizione totale con una media di circa 67 uova ed una deposizione media giornaliera di circa 4 uova. 


In prove di laboratorio è stato osservato che A. californicus è in grado di adeguare la propria fecondità e il numero degli esemplari predati alla densità del fitofago. Il polline costituisce solo una dieta di sopravvivenza, ma è utile al mantenimento del fitoseide sulla coltura quando la preda è scarsa. 


In assenza di cibo i predatori si disperdono intorno alla coltura e sul terreno alla ricerca di nuove prede ma la maggior parte di essi rimane all’interno della coltura in attesa delle prede.    

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