Ammesso in Agricoltura biologica
Macrolophus pygmaeus

Macrolophus pygmaeus

Predatore di aleurodidi per la protezione del pomodoro

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Miride appartenente all'ordine dei Rincoti è un predatore di aleurodidi tipico nel bacino del Mediterraneo ed impiegato per la protezione biologica principalmente del pomodoro.


L’adulto misura 3-3,6 mm a seconda del sesso ( il maschio è più piccolo), è di colore verde chiaro con le elitre molto più chiare quasi bianchiastre. Gli occhi sono rossastri e le antenne verdastre con la base nera. Le neanidi e le ninfe sono di dimensioi inferiori e di colore giallo verdastro uniforme. Gli stadi da predatore sono: neanidi,ninfe e adulto.


Si tratta di un entomofago diffuso soprattutto negli areali mediterranei , viene allevato per interventi applicativi ed inondativi di lotta biologica ; le femmine depongono le uova all’interno dei tessuti vegetali delle piante ospiti della mosca bianca, le neanidi neonate si nutrono della linfa che esce dai tessuti vegetali ed è già in grado di predare l’aleurodide ( soprattutto le uova e i suoi stadi gioanili). Il ciclo del miride si evolve attraverso tre stati neanidali e due ninfali ( questi ultimi sono i predatori più efficaci, essi predano prevalentemente le uova di Mosca bianca ma si possono nutrire anche di afidi).


Questo Miride è in grado infatti di sfruttare anche differenti fonti di cibo come afidi, acari, larve di agromizidi ed uova di lepidotteri, permettendogli un buon insediamento sulla coltura anche in assenza di mosca bianca.


La durata del ciclo biologico dell’insetto dipende moltissimo dalle condizioni ambientali , in particolare dalla temperatura, difatti il Miride può compiere il suo ciclo in circa un mese a temperature sui 25-30°C , oppure impiegare più di tre mesi se la temperatura si mantiene sui 15°C.       

Macrolophus pygmaeus controlla:

  • Trialeurodes vaporariorum 
  • Bemisia tabaci

Questo entomopredatore viene attualmente impiegato in interventi di lotta biologica sia perché non danneggia le piante ospiti, sia per la sua resistenza ambientale. 


Si utilizza per controllare principalmente le mosche bianche, eventualmente abbinato all’Encarsia Formosa; vengono lanciati, in coltura protetta gli adulti in ragione di 1-3 individui per mq, in 2-3 lanci consecutivi nei cicli colturali per almeno alcuni mesi ( per il pomodoro da mensa in coltura protetta, ad esempio, almeno per 4-5 mesi). 


Questo predatore deve essere, preferibilmente, introdotto precocemente, anche se la presenza di aleurodidi è minima, in modo da anticipare il più possibile lo sviluppo della mosca nella coltura.  

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